domenica, settembre 07, 2008

errare humanum est....

Salve

purtroppo la registrazione del nostro ultimo incontro, 5 settembre scorso, non è andata a buon fine e quindi non posso metterla in linea.

Me ne dispiace.

Se qualcuno volesse rivedere la questione della "Stella di Betlemme" , sulla quale sono stati scritti centinaia di articoli e libri, può andare a questo indirizzo, dove troverà una trattazzione semplice , rapida e molto agile, ma altrettanto completa e corretta. cliccate qui

vi ricordo la possibilità di intervenire su queso b log per domande e commenti

domenica, luglio 27, 2008

un interessante esercizio-confronto





Propongo un piccolo esercizio che puo' dare parecchie soddisfazioni in termini di aumento della conoscenza sul come e quanto possono essere differenti gli approcci alla comunicazione della scienza diciamo "spicciola".

Il caso è semplice: un comunicato stampa, che riporto qui sotto, mette in luce alcuni risultati, effettivamente di una certa importanza, di un progetto-missione specializzato per quello che viene chiamato lo "space weather", un campo decisamente emergente e di importanza crescente. Si tratta dell'ambiente spaziale fra la Terra ed il Sole, sempre più studiato e, pare, importante per capire come funzionano le cose anche nell'alta atmosfera.

Prima di proseguire leggete qui sotto il comunicato stampa originale, quello che arriva ai giornalisti di tutto il mondo; fatelo con cura e pazienza.

fatto? bene ora leggiamo assieme quanto scrive il Corriere della Sera edizione on line (inutile cercarlo nella edizione cartacea, le "notizie scientifiche" e relative pagine sono le prime a partire per le vacanze per un presunto "diminuito interesse dei lettori" , leggasi ferie dei giornalisti e necessità di contenere i costi degli editori, in realtà la gente sotto l'ombrellone legge anche di più...) premete qui per leggere

Iniziamo dal titolo, gioiosamente ridicolo in un paese in cui si studia l'inglese dalla prima elementare per 13 anni fino alla licenza di scuola superiore ma non si capisce che "substorm" del comunicato vuol dire "sottospecie di tempesta", una tipologia insomma, e lo si spaccia al pubblico come una grande scoperta, un nuovo tipo di tempesta magnetica.

Il vero risultato non è ovviamente che le aurore boreali ed australi sono prodotte dalle tempeste solari , come fa capire l'articolo. La questione da tempo è descritta nei libri di testo anche delle scuole medie, il vero risultato è che il progetto Themis sta mettendo in luce il meccanismo "fine" di questo processo finora noto e spiegato in modo ritenuto ancora troppo grossolano. Per questo si sono spesi diversi milioni per questo progetto "capire meglio e in modo più dettagliato" come funziona il fenomeno e poterci porre, eventalmente, rimedio, dato che crea problemi alle trasmissioni.

Il testo giudicatelo voi, quanto spiega e quanto informa, quanto è comprensibile etc. etc. un buon esercizio per capire cosa significa informare, comunicare etc. vi segnalo solo una cialtronata : la distanza Terra Luna è stimata 240.000 chilometri (nell'articolo del corriere un terzo ne è 80.000...). L'errore deriva da un cattivo uso di una delle prime frasi del comunciato. potete trovare ovunque il valore corretto della distanza minima, media o massina Terra Luna e quindi calcolarna facilmente un terzo....

Prendiamo assieme la fine

>>
INDUSTRIA SATELLITARE - Lo studio è stato pubblicato sull’ultimo numero di Science (l’abstract* è disponibile sul sito web della rivista scientifica, http://www.sciencemag.org/cgi/content/abstract/1160495) e potrebbe avere importanti applicazioni. Le tempeste solari infatti causano l’interruzione nelle trasmissioni satellitari e spesso anche la distruzione dei satelliti artificiali che orbitano intorno alla Terra.
>>

A parte la ridicolaggine di dare l'indirizzo dell'abstract (quanti sanno cosa è ?) del lavoro professionale (ovviamente illeggibile e incomprensibile anche per un astronomo non del campo) fermiamoci su "potrebbe avere importanti applicazioni" : quali e perchè? mah!

Un minimo lo si spiega nel seguito. Problemi con le trasmissioni, corretto e "distruzione di satelliti artificiali". un finale col botto e da fantascienza , non ha resistito, con passione tutta italica, a scrivere una idiozia , ovviamente non vera.

In sostanza la comunicazione scientifica come ricerca comunque dello scoop, proprio a tutti i costi. Ma peggio, come bieco e malfatto riassunto di un comunicato stampa. In Italia ci sono diversi specialisti in questo campo, bastava un colpo di telefono per un riscontro, come insegnano le regole di base del giornalsimo, e si poteva scrivere qualcosa di sensato e perfino utile.

Nessun astio ovviamente nei confronti del giornalista, che deve lavorare magari in tempi strettissimi, con problemi di costi, quantità di pezzi da fare al giorno etc. certo il fatto è che pezzi di questo genere, abbondanti un po' ovunque e, notate, specie su web come se la rete fosse una "seconda scelta rispetto alla carta" , producono una immagine della scienza come "difficile" , "inutile" , chissà a che serve", "perchè spendiamo tutti 'sti soldi" etc.

Confrontatelo ad esempio con quanto messo su web da BBC (premi qui) sito per il grande pubblico , o da Nature ( premi qui) un giornale ovviamente professionale e iper specialistico, ma che a livello web tiene un atteggiamento di divulgazione "cross discipline". Effettivamente un medico che ci arrivi non può certo leggere l'articolo originale così come un astronomo che vedesse un titolo interessante di un pezzo di medicina non potrebbe certamente leggere l'articolo originale. Potete trovare altri esempi in rete, anche italiani e molto meno cialtroni di quello che abbiamo esaminato. Uno non male, ad esempio, su repubblica.it (premi qui)

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THE FOLLOWING RELEASE WAS RECEIVED FROM NASA HEADQUARTERS, IN WASHINGTON, DC, A
1-202-328-2010 x116

July 24, 2008

Dwayne Brown
Headquarters, Washington
1-202-358-1726
dwayne.c.brown@nasa.gov

Laura Layton
Goddard Space Flight Center, Md.
1-301-286-8170
laura.a.layton@nasa.gov

RELEASE: 08-185

NASA SATELLITES DISCOVER WHAT POWERS NORTHERN LIGHTS


GREENBELT, Md. -- Researchers using a fleet of five NASA satellites

have discovered that explosions of magnetic energy a third of the way

to the moon power substorms that cause sudden brightenings and rapid

movements of the aurora borealis, called the Northern Lights.

The culprit turns out to be magnetic reconnection, a common process
that occurs throughout the universe when stressed magnetic field
lines suddenly snap to a new shape, like a rubber band that's been
stretched too far.

"We discovered what makes the Northern Lights dance," said Dr.
Vassilis Angelopoulos of the University of California, Los Angeles.
Angelopoulos is the principal investigator for the Time History of
Events and Macroscale Interactions during Substorms mission, or
THEMIS.

Substorms produce dynamic changes in the auroral displays seen near
Earth's northern and southern magnetic poles, causing a burst of
light and movement in the Northern and Southern Lights.

Substorms often accompany intense space storms that can disrupt radio
communications and global positioning system signals and cause power
outages. Solving the mystery of where, when, and how substorms occur
will allow scientists to construct more realistic substorm models and
better predict a magnetic storm's intensity and effects.

"As they capture and store energy from the solar wind, the Earth's
magnetic field lines stretch far out into space. Magnetic
reconnection releases the energy stored within these stretched
magnetic field lines, flinging charged particles back toward the
Earth's atmosphere," said David Sibeck, THEMIS project scientist at
NASA's Goddard Space Flight Center in Greenbelt, Md. "They create
halos of shimmering aurora circling the northern and southern poles."

Scientists directly observe the beginning of substorms using five
THEMIS satellites and a network of 20 ground observatories located
throughout Canada and Alaska. Launched in February 2007, the five
identical satellites line up once every four days along the equator
and take observations synchronized with the ground observatories.
Each ground station uses a magnetometer and a camera pointed upward
to determine where and when an auroral substorm will begin.
Instruments measure the auroral light from particles flowing along
Earth's magnetic field and the electrical currents these particles
generate.

During each alignment, the satellites capture data that allow
scientists to precisely pinpoint where, when, and how substorms
measured on the ground develop in space. On Feb. 26, 2008, during one
such THEMIS lineup, the satellites observed an isolated substorm
begin in space, while the ground-based observatories recorded the
intense auroral brightening and space currents over North America.

These observations confirm for the first time that magnetic
reconnection triggers the onset of substorms. The discovery supports
the reconnection model of substorms, which asserts a substorm
starting to occur follows a particular pattern. This pattern consists
of a period of reconnection, followed by rapid auroral brightening
and rapid expansion of the aurora toward the poles. This culminates
in a redistribution of the electrical currents flowing in space
around Earth.

THEMIS is the fifth medium-class mission under NASA's Explorer
Program. The program, managed by the Explorers Program Office at
Goddard provides frequent flight opportunities for world-class space
investigations in heliophysics and astrophysics. The University of
California, Berkeley's Space Sciences Laboratory in Berkeley, Calif.,
managed the project development and is currently operating the THEMIS
mission. ATK Space (formerly Swales Aerospace) of Beltsville, Md.,
built the THEMIS satellites.

The THEMIS team's findings will appear online July 24 in Science
Express and Aug. 14 in the journal science. For more information
about the THEMIS mission, visit:

http://www.nasa.gov/themis

lunedì, luglio 21, 2008

la "vera essenza" dell'Astrofisica



questa è tutta la presentazione, qui sotto inv3ece i due incotri di venerdì e sabato attorno al 18 luglio 2008. finiremo il prossimo venerdì

qui la prima parte

e qui la seconda

venerdì, luglio 11, 2008

acqua sulla Luna- un ottimo esercizio!


questa nell'immagine è una Luna sull'acqua, ma la notizia è all'incontrario, come nel titolo.

Ne parla la BBC (premi qui)

ne parla new scientist (premi qui)

e ne parla infine anche il corriere della Sera con il suo miglior giornalista, G.Caprara (premi qui)

Potete farci molte cose: confrontare il risalto della notizia, confrontare stile e lunghezza dei pezzi, cercarne altri in Italia o all'estero e capire come sono fatti e perché sono scritti in quel modo.

E poi anche potete chiedervi: come mai proprio ora si trovano tracce di acqua in rocce lunari che sono in laboratorio da quasi 40 anni? caso? lotte interne a NASA fra il gruppo che trova acqua su Marte e quello che si occupa della Luna? oppure una strategia di comunicazione molto evoluta che programma "scoperte" con mesi di anticipo?

pensateci, lavorateci e dite la vostra